Diritto al compenso ad architetti ed ingegneri quando l’opera non è completa per fatti dei quali non sono responsabili

di Fausto Fasciani

Avvocato del Foro di Roma

 L’architetto che non può completare l’opera richiesta dal committente per fatti indipendenti dalla sua volontà ha diritto alla totalità del compenso? Al riguardo si è pronunciata in maniera favorevole la Corte di Cassazione con la recentissima sentenza 451/2020.

   Nel caso in questione un architetto presentava un progetto di lottizzazione per conto di due società cooperative presso gli uffici tecnici di un comune toscano due giorni dopo che lo stesso comune aveva approvato un nuovo piano regolatore. Questa circostanza determinava il rigetto dell’opera del professionista in quanto giudicata non conforme alla nuova normativa.

   L’architetto sulla base del fatto che tale rifiuto dipendesse non dalla sua imperizia, ma da un evento sopravvenuto, emetteva due fatture a titolo di compenso che i committenti si rifiutavano però di saldare. Il tribunale di primo grado dava ragione all’architetto mentre la Corte d’Appello di Firenze, alla quale ricorrevano i committenti, accoglieva parzialmente le ragioni riducendo nella misura del 30% le competenze professionali spettanti all’architetto. Inoltre, la Corte d’Appello escludeva anche l’aumento del 25% dell’importo per le cosiddette “prestazioni sospese” ovvero le attività consistenti nella progettazione esecutiva e nella direzione dei lavori che non erano state svolte a causa della sopraggiunta non conformità urbanistica del progetto dell’architetto che ricorreva in Cassazione.

    I giudici di piazza Cavour facendo riferimento alla legge 143/49 (tariffa professionale degli architetti e degli ingegneri) statuivano che sia l’architetto che l’ingegnere hanno sempre diritto alla maggiorazione e, in caso di condotta colposa del committente, anche alla tutela risarcitoria qualora questa sia provata dal professionista. La Cassazione, riconoscendo le ragioni dell’architetto, ha quindi fissato il seguente principio di diritto al quale devono attenersi i tribunali italiani in simili contenziosi “ il compenso spettante ad un architetto o ingegnere per le prestazioni parziali rese, deve essere aumentato, ai sensi dell’art. 18 della legge sulla tariffa professionale degli ingeneri e architetti, indipendentemente dalla causa relativa al mancato completamento dell’incarico, anche se esso sia stato determinato dalla revoca di quest’ultimo, proveniente dal committente”.