Sì ad Equo Compenso, vIVAce: riconosciuto il Buon Lavoro

Equo compenso 

Il Decreto fiscale dà il via libera al principio dell’equo compenso. Per vIVAce, associazione che si occupa di rappresentare e tutelare i freelance e i lavoratori indipendenti, è un traguardo importante: «con l’introduzione dell’equo compenso, per i clienti diversi dai consumatori, passa un concetto fondamentale, non solo quello del lavoro, ma piuttosto quello del “buon lavoro”».

Un giusto riconoscimento di professionalità prima ancora che mero indicatore economico. «Non si tratta di una scelta che vuole snaturare il valore della contrattazione individuale, ma – prosegue l’associazione vIVAce – piuttosto quella di richiamare la qualità come quantità del lavoro svolto, in una via equitativa».

vIVAce e Equo Compenso

Secondo vIVAce, quindi, il valore dell’equo compenso sta soprattutto nel suo riconoscimento come elemento di prevenzione e cura del dumping sociale. Nell’ottica del lavoro come bene comune, capace di garantire uno sviluppo continuo delle diverse professionalità, senza per questo porre vincoli eccessivi alla peculiare autonomia professionale di questa parte del mercato del lavoro.

Silvia Degl’Innocenti

Tempo di lettura 2 minuti