Lavoro e Giovani: quali conseguenze della Flax tax?
Da oggi essere una partita iva è più conveniente. Il recente DEF infatti prevede, come già annunciato, un ampliamento della platea di liberi professionisti che possono usufruire dell'aliquota del 15% . Si passa infatti, per chi già usufruisce del regime forfettario e regime dei minimi, dagli attuali 30 mila  a 65 mila. Una misura che a primo impatto non può che sembrare molto positiva per chi da sempre è abituato a pagare molte tasse. Ma siamo sicuri che questo tipo di misura è così conveniente? 
Proviamo un attimo a riflettere sugli quali potrebbero essere gli effetti della FLAX TAX. Per chi ha una partita iva e sceglie la via dell'indipendenza avere meno tasse è fondamentale, lo diciamo da sempre, ma è anche vero che 65 mila comincia ad essere un reddito importante. Ma chi sono  oggi i liberi professionisti che guadagnano 65 mila euro ? Principalmente sono quei liberi professionisti che  da anni è sono sul mercato e che ad oggi pagano le tasse con regime ordinario. Quindi  il primo aspetto su cui riflettere è se vale la pena creare all'interno del mondo indipendente una platea di serie A e una di serie B, uscendo dalla logica di quella che era la costituzione del regime dei .minimi prima e del regime forfettario poi  legata al "ti aiuto nei primi anni della tua professione"
E' vero però che gli attuali 30 mila sono pochini, quindi allargare la platea innalzando la soglia è più che condivisibile, ma diciamocelo sinceramente , magari non fino a 65 mila. Sì, perchè questo crea ancora di più una concorrenza sleale e costi diversi tra professionisti. Non dimentichiamoci che già oggi ci pensa intenert a creare un livellamento verso il basso dei costi al punto che già da tempo come associazione abbiamo iniziato a parlare dell'importanza lavorare ad un Equo Compenso per i professionisti. Ma adesso a questo si somma una concorrenza dove profesinisti che guadagnano lo stesso hanno regimi diversi creando una NON tutela per quei  i lavoratori e quelle lavoratrici indipendenti che già da un pò hanno avviato la propria professione e che sono nel regime ordinario. 
inoltre, ad aumentare le parplessità su questa misura c'è anche la recente approvazione da parte del  Governo del così detto Decreto Dignità, che vede, tra le altre, un irrigidimento dell'utilizzo del tempo determinato e del lavoro in somministrazione. Le misure sul tempo determinato fanno sì che da oggi per le aziende sarà più difficle rinnovare i contratti, lo potranno fare per meno tempo, con un innalzamento di costi. Bene! Finalmente  così la  finiamo con l'abitudine di utilizzare il tempo determinato ad oltranza invece di stabilizzare! questo è sicuramente il primo pensiero che siamo portati a fare,ma è relamente così? Se ci fermiamo un attimo ad analizzare l'irrigidimento da una parte e la miglioria dall'altra aggiungendo un pò di malizia subito salta all'occhio che è più facile e conveniente aprire una partita iva che non assumere a tempo determinato! Se poi, a bassa voce, proviamo a dire che forse nella manovra sarebbe stato utile inserire, insieme ad un irrigidimento anche  delle misure finalizzate far costare meno il lavoro, tutto, non solo quello autonomo, viene spontaneo pensare che così come stanno le cose potrebbero aumentare le fase partite iva.
Infatti, non si può non pensare che, viste le difficoltà di rinnovo dei contratti e di costi alti, le aziende, per giovani con professionalità di un certo tipo, preferiscono spingere verso l'apertuta di una partita iva pur di manterene quella persona e la sua professionalità che avviarsi verso un turn over. Un Turn over non sempre scelto e che può nascere  dall' impossibilità economica dell'azienda stessa di assumere a tempo indeterminato.Oltre tutto 65 euro lordi sono paragonabili , in un CCNL di categorie, a figure medio alte in azienda, che permetterebbo alla falsa patita iva di arrivare a guadagnare un buon reddito, anche se con pochi diritti. E se così fosse di chi è la responsabilità? Dell'azienda che non assume perchè le spese sono alte e le risorse poche, o di un mercato che crea una concorrenza sleale facendo costare, sopratutto per più giovani, la partita iva il 15%, senza impegni e rischi? Dunque un innalzamento della soglia fino a 65 mila euro se da una parte aiuta i freelance che oggi rientrano nel regime forettario crea possibili danni ad altri snaturando sia il concetto di professionista e di professionalità da una parte che quello del tempo determinato dall'altro.